IKIGAI

Ogni giorno ci si sveglia. É un dato di fatto. Il come, invece, dipende.

Così, oggi, si era alzata, col piede destro, aveva preso le sue pillole, bianca e rosa, e si era fermata a fissarsi nello specchio. Oggi, si sarebbe sposata.

C’era una strana calma in casa, d’altra parte era da sola, un silenzio pacifico, con la luce che filtrava dagli scuri e niente altro. Emozionata? Strano, non avvertiva frenesia o ansia. Mancava più di un’ora prima che arrivassero parrucchiere e truccatrice. Aspettava che sua madre suonasse da un momento all’altro, suo padre invece, sarebbe arrivato poco prima della partenza per la Chiesa.

Davvero si stava sposando? Mentre beveva il caffè, dopo essersi fatta la doccia con una cuffia da bagno enorme (quella di sua nonna) per non rovinare il lavoro fatto il giorno prima dal parrucchiere, si fece un selfie. E suonò il campanello. Fine.

Mamma era arrivata, lei sì, emozionata, e l’aveva stretta così forte da farle mancare il fiato. Mi sto sposando mamma, non sto partendo in guerra. Sua madre la fissava, con quello sguardo che conosceva bene, molto bene, e che voleva dire tutto. Voleva dire, principalmente, “Stai andando in guerra”. In fondo, i suoi genitori avevano vissuto la loro storia come una sfida, tutta la vita.

La casa era già invasa, lei non se ne era accorta. Chi le toglieva la cuffia dalla testa, chi apriva bauletti per il trucco, il phon che rumorosamente faceva da sottofondo, un via vai intorno che le ricordava la favola di Cenerentola. Tanti topolini che ce la mettevano tutta per regalarle un aspetto favoloso. Peccato che la truccatrice le avesse infilato lo scovolino del rimmel in un’occhio. Cominciò a lacrimare.

Ah no, non ti commuoverai adesso? Se piangi mi rovini tutto il lavoro.

Ma a nessuno interessava la sua risposta, erano tutti presi. Ed era arrivato l’attimo più atteso, indossare l’abito, trovato dopo infinite ricerche, infinite prove, nella più assoluta indecisione.

Mamma, ti aiuta mamma.

Una vestizione complicata, da papessa, tutto nuovo, la biancheria intima e la sottoveste in seta, le calze col pizzo, il reggicalze, la giarrettiera blu e, finalmente, calato dall’alto, con un cappuccio a coprire viso e pettinatura, si trovò infilata nel vestito. Come una bambola, sistemata ben bene, i bottoncini chiusi uno ad uno, le spalle scoperte leggermente, il raso color perla che scivolava fino a terra. Poi, si guardò allo specchio.

Chi era quella sposa? Chi era dentro quell’abito che, in fondo, non le piaceva poi così tanto? E quei capelli? Perché le avevano voluto mettere a tutti i costi quelle forcine con i brillantini? Ora sì che le veniva da piangere. Avrebbe voluto toglierselo, avrebbe voluto spettinarsi, avrebbe voluto urlare.

Devo chiamare Andrea.

No mamma, non porta male. No mamma, esci per favore. Arrivo subito. Vai a farti un caffè. Esci!

Uno squillo. Solo uno squillo e lo vede. É proprio lui, sorridente, con gli occhi più belli del mondo. Si guardano, non parlano. Si guardano e sorridono. Sono loro.

É arrivato papà.

Si guardano ancora, e sono già sposi. Chiudendo gli occhi chiudono la videochiamata. Prima di uscire dalla stanza decide di mandargli il selfie del mattino, con quella cuffia a fiori ridicola, le occhiaie e il suo sorriso. Aspetta, aspetta la sua risposta.

– ❤️

Ora sì. Ora è pronta.

A Natale. C’ero.

c’ero soltanto.
c’ero. Intorno
cadeva la neve.

Kobayashi Issa

Come negli aiku, in cui la rappresentazione dell’attimo, letto d’un fiato, porterebbe ad un senso di improvvisa illuminazione, io auguro a tutti di fermarsi in quell’attimo e, tra le luci e i regali, ritrovarsi. C’ero.

Sereno Natale e Buone Feste

Marcella

Quante volte figliola?

Impulso di scrittura giornaliero
Ti sei mai esibito sul palco o hai tenuto un discorso?

Quante volte figliola? Tante volte. E si impara, si impara tutto. Ti prepari, arrivi anche a farti un video per vedere come sarebbe il tuo intervento (e raramente ti piace). La verità è che, ogni volta, è come fosse la prima. Ogni volta, quando cominci, hai davanti a te la platea e dentro di te il vuoto pneumatico. Dura poco, pochissimo. Realizzi subito che devi proferire parola e non importa se non segui lo schema perfetto che ti eri preparata, non importa se ti dimentichi qualcosa o aggiungi altro (spesso improvvisato). Quello che importa è che stai sfidandoti, ancora, sfidi le tue insicurezze, sfidi anche la convinzione di essere preparata, in grado di catturare l’attenzione. Poi, almeno questo è quello che mi capita, tutto fila liscio, mi diverto, osservo le reazioni di chi mi sta ascoltando e di chi manda segnali non verbali inequivocabili. Questa è la vera prova, riuscire a interessare, intrattenere schivando la autoreferenzialità (difficilissimo!) Sarà per questo che cerco da far durare i miei bla bla bla al massimo 20/25 minuti e sono intercalati da qualche presenza esterna (attori che leggono, un musicista che stacca…), perché l’ultima cosa che vorrei, è vedermi parlare “a vuoto” o al vuoto.😁

PLPL – Roma Convention Center La Nuvola – 4/8 dicembre 2024

PLPL – ROMA – LA NUVOLA – 4/8 dicembre 2024

Rientrata! Stanca (molto stanca) ma felice!

È sempre bello partecipare alle Fiere dei Libri e questa al Roma Convention Center La Nuvola, è stata una full immersion!

Cara Gattapazza, ti ho aspettato… e Marisa Salabelle, potevi dirmelo prima che eri presente, ti avrei sicuramente cercata!!!

Ho portato a casa incontri, sorprese, chiacchierate e interviste e… un bel raffreddore!

Non vi ho dimenticato,,, è che dovevo anche dormire( almeno un po’😜).

Marcella


PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI – LA NUVOLA a ROMA

SCRIVERE! Siamo tutti(quasi)scrittori… a qualcuno riesce meglio.

E così, quando vedi i tuoi libri pubblicati ed esposti nello stand della tua Casa Editrice, quasi, quasi, ci credi!

Due o tre cose che so di sicuro (omaggio a Dorothy Allison): scrivere mi viene naturale, mi piace scrivere, non a tutti piace come scrivo.

Per chiunque fosse nei paraggi della NUVOLA, Roma EUR, 4/8 dicembre… vi aspetto, da venerdì pomeriggio!

Sarò quella che sorride… 😊

Marcella

Centro Congressi “La Nuvola”, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi”.