
Chiusa la conversazione. Aveva appena toccato la cornetta rossa per terminare la chiamata con la sua amica. Rimase a fissare le tende mosse dall‘aria del ventilatore, chiuse gli occhi.
Lei era l’amica cui confidare tutto, quella da cui ti aspetti risposte e rassicurazioni. Sapeva ascoltare, era come un abbraccio e sapeva cosa si aspettavano gli altri. Un abbraccio.
Si alzò per cercare le sigarette, ne aveva già fumate troppe mentre ascoltava lasciando che il fiume di parole riempisse la stanza, l’aria, la sua mente. Quella sera avrebbe mangiato da sola come succedeva da troppo tempo. Importava? Scostò le tende e rimase a fissare il giardino che sembrava immobile nella calura, arso da raggi impietosi. Pensò al deserto, alla forza devastante del sole, così potente, così importante. Poi, pensò alla luna, fredda, algida, lontana, sempre uguale e sempre diversa.
La sera prima aveva mangiato fuori, nel suo angolo di paradiso, alla luce delle candele alla citronella, ed era rimasta ad osservare il cielo, mettendo le mani a conchiglia intorno agli occhi, facendo un improbabile binocolo che potesse puntare lontano, che arrivasse ad osservare il grande carro e il piccolo carro. Aveva cercato la costellazione del sagittario e quella della bilancia, le uniche che riconosceva, ma il cielo non era limpido, i suoi occhi non erano limpidi. Le lacrime erano scivolate sulle guance, vicino alle orecchie, fino al collo. Tornando in posizione eretta, sentendo la cervicale che aveva sofferto, si era versata un po’ di vino bianco fresco nel calice e aveva appoggiato la testa sullo schienale della sedia, restando ad osservare le ombre tremule sul muro di fronte.
Quella sera però non le andava di mangiare fuori. In effetti non le andava proprio niente. Era come se quella telefonata l’avesse riempita, come se avesse fatto indigestione, sentiva chiaramente il peso di tanta indecisione alla bocca dello stomaco, il tedio dei lamenti che ingolfavano il fegato, un cerchio di opportunismo che le attanagliava le meningi.
É solo che le persone hanno bisogno di sfogarsi.
Si girò di colpo e il gatto la stava fissando. Due smeraldi tondi che la scrutavano intensamente, immobili, immensi. Il gatto si mosse lentamente fino ai suoi piedi e rimase seduto, al suo fianco, come una statua, come un guerriero pronto a difenderti. Non si toccarono. Squillò il telefono, era la sua amica, di nuovo.
Lei respirò a fondo e lasciò che il rumore del ventilatore riempisse l’aria fino ad arrivare alla sua testa. Chiudendo gli occhi, s’immaginò il fragore delle onde del mare, la lunga linea blu che separa l’acqua dal cielo e le sembrò di sentire l’eco lontana del cozzare di boe, un peschereggio che rientrava. Un sorriso, si ricordò del sorriso di un vecchio pescatore, un sorriso senza due denti, bianco come l’avorio, nel viso accartocciato da una vita senza protezioni, schermi, maschere.
Il telefono squillò di nuovo ma lei si era alzata ed era uscita. Il gatto rimase seduto fino a quando il telefono si silenziò.
Quella sera lei avrebbe mangiato nel suo angolo di paradiso.
Beh… Hai fatto bene ! La fuitina a mare la farei anch’io ;qui il caldo è afoso, ma non mi bagnerei e manco indosserei il costume perché è come stare in lingerie davanti a tanti sconosciuti .Non vado a mare e non prendo il sole, per quanto riguarda la fuitina , termine prettamente siculo, meglio sola che male accompagnata. Ti abbraccio con affetto, ciao Marcella !🌹🤗
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🌊🌊🌊🌊🌊🌊 😜🤗
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Tutti abbiamo bisogno di respirare senza la cacofonia che ci insegue volenti o nolenti, il chiacchierio assurdo ,i problemi altrui e spesso aver cura solo di sé stessi è un’ opportunità per non ascoltare e dare attenzione a chi cerca di scaricare sugli altri i problemi.Quinfi il pasto solitario può essere triste, ma ha sempre il suo valore .Bella prosa e come sempre le descrizioni sono spunti di riflessione .Il gatto come animale da compagnia se ne sta per i fatti suoi, animale libero che in questo caso rende il paragone equo con la protagonista.Grazie Marcella…Sereno Pomeriggio 😤 Domenicale Odio le Domeniche…Un abbraccio, ciao 🤗🌹🙋🏻🙏🏻
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Bella domenica a te Desire… io ho fatto una “fuitina” al mare … da sola 🤗😘🦈
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non capisco perché se ti do like mi manda in Fb …
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? Mah… a volte impazzisce anche WP
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Ciao, cara Marcella. piacere di ritrovarti qui, da tempo non dicevo uno dei tuoi bei racconti. Anche questo mi è piaciuto, mi hai fatto proprio sentire stanchezza a subire gli sfoghi altrui e la libertà ritrovata di mandare a quel paese per ritrovarsi a fare una bella cena, da sola. Ecco, questo è il piacere che dobbiamo ricordarci di conservare sempre, altrimenti altri ti divorano.
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Ciao Marina, grazie. É stata una strana estate… e sì, abbiamo il dovere verso noi stessi di amarci un po’ di più, nel giusto modo… ti abbraccio 🤗 💞
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Un post pieno e intenso che descrive la solitudine della voce narrante. La telefonata non l’aveva riempita come presumeva ma le ha dato la forza di ritornare a respirare.
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Grazie Paolo… in realtà ha semplicemente meditato sulla necessità del “sano egoismo” , quando bisogna ridefinire i confini…
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L’ho riletto ma la sensazione è rimasta la stessa. L’incapacità della voce narrante di essere parte di qualcosa. Neppure la telefonata è riuscita a farle superare la sensazione di essere sola. Il pensiero di mangiare nel suo angolo di Paradiso, da sola, la fa tornare a respirare. Cosa? Non saprei specificare.
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L’importante nella scrittura trovo sia la capacità di far provare emozioni. Ognuno ha la propria sensibilità… Grazie ancora Paolo( anche della rilettura 😉)
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Certamente Marcella. Ognuno ha la propria sensibilità e capacità di cogliere le sfumature.
Bella serata
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Anche a te
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Un sorriso
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Un racconto molto intenso con tutti questi spiraglio poetici che accentuano l’
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Pardon … Che accentuano la profondità del significato della tua narrazione 🥀🥀🥀
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😁! Grazie Giusy ! 💞
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Ora hai stimolato la mia fantasia! Cosa accentuano? L’…. 💓
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La personalità della protagonista e per quanto può sembrarti strano, il gatto che per antonomasia è indipendente quindi, l’indipendenza. Naturalmente è ciò che ho letto io tra le righe a s conda d l mio sentire più che mai opinabile 😉
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E la tua sensibilità ti fa viaggiare oltre le parole… grazie Giusy
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Il gatto e il vecchio: due vite “senza protezioni, schermi, maschere.”
Neppure le stelle sono così limpide.
Ancora una volta, cara Marcella🌹,ti dimostri un’attenta e profonda scrittrice-scultrice di vicende umane.
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Sempre onorata dai tuoi commenti grande Marcello 🩵
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