(10)PERLA DI GHIACCIO

Lascio andare. Ci provo. Quanto tempo sarà passato? Tempo. Spazio. Dove sono? Cosa sono? Sono qualcosa? Lascio andare.

Sono un lombrico attorcigliato, l’interno di un Nautilus, un groviglio di trucioli arrotolati, un filamento di DNA infinito, un ellissoide, un’alba boreale. Non ho percezione di “me”, ho un’idea, un ricordo.

Finirà? Il tempo esiste ancora? Solo se ci penso, solo se vedo i ricordi, come perfette perle di una collana. Io non li sto cercando, non sto cercando il passato. Forse, neanche lui mi sta cercando, non mi riconosce, non può. Eppure, arriva.

Ed è umido, bagnato. Ho avuto un passato intriso, denso, questo lo ricordo. Perle bianche e lucenti, perle nere e ruvide, perle scivolose come molluschi, perle roventi, perle invisibili, perle minuscole e perle di ghiaccio.

Ho freddo, anche se non ha senso che io lo provi, ma ho il ricordo del freddo. Sto scendendo nel vento, cristallo di ghiaccio, in un fiocco di neve. Rimango sospesa ad un ramo di abete, poco o forse tanto. Non vedo ma vedo, non sento ma sento. Il crepitio del ghiaccio sottile che ricopre il manto nevoso, le statue di ghiaccio che mandano bagliori. E sono goccia di ghiaccio, rifletto luce e visi. Uno scoppio, tanto frastuono, poi nulla, solo occhi al cielo ricamato da arabeschi di luce. È un capodanno, fiaccole che scendono dalla montagna come lucciole ordinate, una stube, del rafano e il sorriso di una bambina che mi sta dicendo:”Sembri la Sirenetta!” Una vampata. Sarà stato l’inizio della menopausa? No, ero troppo giovane e questa sensazione la sto sperimentando adesso. Altro che favola, è proprio un mistero, intricato.

Curioso. Sono ai bordi di una pista da sci e vedo la schiena di una signora che conosco, riconosco le sue mani. Ha una lunga treccia bianca, ma proprio lunga e che sembra viva, sembra un serpente che, senza scatti, si allunga fino a terra e scivola sulla neve, fino a me. Sale, mi attorciglia e mi avvinghia, poi si calma. Ma io non avverto calma, mi sento soffocare. Come fa un fiocco di neve a soffocare? Mi sono sciolta, mischiata ad altri fiocchi, insieme al serpente bianco.

Una mano, una mano con tanti bracciali al polso che tintinnano, è lei! La signora che ogni tanto riappare in questi strani viaggi, allucinazioni, cambi di dimensione, ancora non ho capito.

Il serpente si arrotola al suo polso ed io con lui.

Chi sei? Sei Dio? Sei un extraterrestre? Chi sei? Perché ti incontro sempre? Mi aiuti a capire? Ti prego, aiutami.

Ma non sto parlando con nessuno, neanche con me stessa. Allora che senso ha? Lascia andare.


(9) IL LUPO

(11) MERAVIGLIA

Lascia un commento