Non sto pensando. Non sto pensando. Non sto pensando.
Non funziona. Così non va. SO di esserci ancora e non capisco come sia possibile. La mente che mente… ma la mia sta pensando.
NON SAREBBE ORA DI FARLA FINITA?
Finita, finita, finita, finita, finita….
Un’eco che non smette, mi culla, mi sbatacchia da un lato all’altro, come se fossi in un contenitore. Sono dentro qualcosa di quadrato e continuo a scivolare di qua e di là, di qua e di là, lentamente, dolcemente. Sono un po’ collosa, bianchiccia, alcune gocce si staccano e passano attraverso un setaccio finissimo, un po’ di me se ne va, un po’ rimane, fino a che il movimento si ferma.
Scivolo dal setaccio, scivolo su qualcosa di fresco e umido. Ora vedo, vedo un foglio di carta di gelso, appena creato. Chissà quanto tempo ci hanno messo. Ero là? Ero tra i filamenti della carta?
Sono in un angolo di un laboratorio antico, in Giappone, a Ogawa. E mi vedo, devo essere io. La signora anzianissima, con le mani ancora bagnate, mi sta spiegando. Il mio amore sta nella piccola stanza attigua, sento la voce. Vedo fogli di carta bianco latte, e fogli colorati già impacchettati. Eccomi, arrivo. Ma sono già altrove, in un’altro posto. Un bellissimo vaso con un Ikebana, fiori recisi riportati alla vita. È un messaggio? È per me? Ma io non voglio tornare alla vita, l’ho lasciata la vita.
Dietro al vaso c’é lei, lo so che è lei. La stessa vecchia che mi appare in continuazione ma che non riconosco e non mi parla.
Forse sei la morte. Allora dovresti dirmi qualcosa, che so, farmi almeno capire qualcosa.
Non comando proprio niente, non sono io che decido dove e quando andare, e non mi pare che mi stia servendo a qualcosa questo sogno infinito. Tipo adesso, che so di essere nell’acqua dell’Ikebana e vedo attraverso il vetro tutto amplificato,le mani enormi, gli occhi enormi, qualche petalo sul tavolo, enorme.
Una dolcezza infinita mi attraversa come una scarica, una sensazione meravigliosa che cerco di collegare a qualche ricordo, ma non ne ho. In effetti non ho ricordi se non quando avverto di esserci ancora.
Eccola ancora, la dolcezza infinita. Un bacio. Può solo essere stato un bacio.
Perché non sei qui con me? Io volevo che finisse il dolore, volevo solo questo. Perché non sei qui con me?
Una carezza, la vecchia mi ha dato una carezza. Come ha fatto? Cosa hai accarezzato? Non andartene, non andartene! Accarezzami ancora.
Volo, volo con ali di carta, tra origami colorati che volano con me e ci sei anche tu. Dove andiamo adesso?
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