(22) EX SISTERE

Lettere su un foglio, qualcuno sta scrivendo, non leggo bene. Poi, si ferma. Le luci nella stanza cominciano a tremare.

< C’è qualcuno.>

Una donna sta scrivendo e parla. Sono proprio sopra il lampadario, vedo dall’alto, vedo un tavolo, delle pietre di ametista che emanano un’aura violacea, un’altra persona seduta all’altro capo del tavolo.

Sta chiamando. Sta domandando.

Cos’è questa cosa?

< Non riesce a parlare ma è qui. Prova a parlarci tu.>

< Sono venuto per te. Vorrei solo sapere come stai. >

Con chi ce l’ha? Stanno cercando di connettersi con l’aldilà? Stanno cercando di parlare con me?

Come posso fare? Forza, pensa. Pensare, sembra facile, lo era stato, ma ora, rimbalzo da un punto all’altro della stanza.

< É qui. vicino a te.>

Non mi sembra. Non sono vicino a nessuno.

< Ti sta molto vicino, e sta bene. Mi sta dicendo che sta bene.>

Ma chi c’è? C’è qualcuno?

Passo a un pelo dal tavolo, sfioro la carta, finisco nel bicchiere d’acqua.

< Hai sentito? Questo vento leggero?>

Io sento piangere, c’è una persona che piange e domanda.

Ora lo vedo, sfuocato, è un uomo, giovane. Non mi pare di conoscerlo.

Punto il viso della signora, mi avvicino davvero. Niente.

Sono arrabbiata, adesso sono nervosa e mi sto agitando, l’acqua nel bicchiere si muove. Le luci lampeggiano, l’uomo sembra felice adesso, la signora continua a scrivere.

Vedo qualcosa, qualcuno, una figurina senza contorno proprio vicino al tavolo. ha in mano qualcosa, sembra un peluche.

Ehi ci sono anch’io! Voltati, voltati!

Ma sono esclusa, esclusa dal loro gioco. É un gioco? Allora funziona così, qualcuno deve cercarti, un po’ come telefonarti o scriverti un messaggio. Se nessuno lo fa, non esisti.

Se nessuno lo fa, non esisti.

Ma non è vero.


Foto di Annie Spratt da Unsplash

E