Il giorno più bello

E’ un bellissimo matrimonio. Io Amo i matrimoni, li adoro. Quasi tutti. Mi piacciono l’atmosfera, i confetti, i fotografi sempre tra i piedi e gli invitati.

Potrei stare ore (e in effetti è quello che succede) a guardare il look degli invitati. Non mancano mai almeno due signore/ine in lungo anche se si celebra a mezzogiorno, a volte appaiono cappellini da Reali d’Inghilterra anche per le nozze “de Gasperino er carbonaro”, e tutti, ma proprio tutti, siamo in lizza per i posti a sedere in romantiche minuscole chiesette che neanche a Lilliput.

Purtroppo, quasi sempre, al termine della Cerimonia, il riso non si può più lanciare. Sembra che finisca per sempre sul selciato, creando coltivazioni selvagge difficili da debellare. Ci aspetta quindi un tripudio di petali, piume, maxi coriandoli e farfalle, un Circo Togni mai visto.

Poi arriva il momento del tragitto fino al luogo prescelto per il Ricevimento.

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Tempo stimato, solo un’ora e trenta, un’ora e quaranta al massimo.

Ma ne vale la pena. Quando arrivi, ti accolgono subito con un calice di Champagne, quasi avessi vinto il Giro d’Italia, ben consapevoli della difficoltà che hai avuto nel decifrare quella maledetta micro-cartina-mappa annessa all’invito.

E’ magico. Tutto un tulle, candele e baci. Purtroppo a volte mancano solo gli Sposi, stanno facendo le foto romantiche su tutti, ma proprio tutti, i monumenti, ponti, fontane della città. Arriveranno un attimo prima che gli invitati, ormai ebbri di aperitivi e vino, comincino ad intonare cori alpini.

L’amore, come la pazienza, vince su tutto.

je t’aime

“Ah l’amour.”

Quando ho detto:”Cambiamo aria per qualche giorno?…”ero più orientata a un banalissimo pacchetto vacanze che a un’avventura da Capitani coraggiosi. E’ così che mi sono ritrovata a camminare sul pontile battuto da onde gigantesche, tra spruzzi salmastri e raffiche da tornado che mi hanno regalato l’aspetto di una statuina di pasta di sale.

Mentre lui respirava a pieni polmoni, io  imbalsamata anelavo una doccia calda, mentre lui osservava il volteggio degli uccelli, io pensavo a come proteggermi da un vento polare che neanche a Helsinki…

Ah l’amour. In fondo con lui andrei ovunque. Davvero.

Ma, quand’è troppo… Sparita la mia tendenza da Crocerossina paziente, spazzata via dall’Hurricane nell’aria piena di schiuma e spruzzi,  guardando il mare completamente bianco ho detto: BASTA COSI’. Molto bello tutto, affascinante, anche romantico ma TIME OUT! ORA SI VA ALLA SPA.

Se vuoi restare a giocare al Vecchio e il Mare ci vediamo più tardi.

Bilancio consuntivo: danni strutturali alla capigliatura, leggero torcicollo in aumento, un accenno di cinetosi e borsite alla caviglia sinistra.

E gli alberghi a 5 stelle sono ovunque.