Call (me) center

Meno male che per risparmiare tempo, quando hai bisogno di informazioni, non c’è più la necessità di recarsi negli appositi uffici, no, ci sono i Call Center.
Il telefono. Cosa vuoi che ti dica. Come potremmo fare senza?
Vuoi sentire una voce amica?
LUI c’è.
Vuoi fare delle foto?
LUI c’è.
Vuoi scoprire la via più breve per arrivare dal calzolaio?
LUI c’è.
Vuoi avere delle informazioni?
LUI c’è.
Chi non c’è, invece , sono quelli che stai chiamando per avere le suddette info.
Oppure, se hai la fortuna di beccarli nell’attimo in cui hanno ricollegato la linea, 9 volte su 10 ti lasciano in attesa, con  la Cavalcata delle Valchirie a 140 decibel.
Se il tuo timpano resiste, devi pregare di poter alla fine parlare con qualcuno, che so, un usciere, la signora che svuota i cestini,  un lavavetri.
Così, anche se non ottieni le informazioni sperate, avrai la possibilità di avere gli orari di apertura al pubblico degli uffici.

💤 Call me tender, call me sweet, never let me go…

Cronaca di un Pedone da marciapiede

Pessima giornata ieri.
Stavo rientrando, per niente soddisfatta, quindi con l’aura grigio topo, e dopo l’ennesimo spintone/spallata/borsata, mi fermai ad osservare il tumulto di piedi scomposti che calpestava il marciapiede. Una miriade di piedi con vita propria che mi stava puntando!
Così mi sorse il dubbio di non essere sufficientemente wow!, probabilmente di non incutere alcuna reverentia maiestatis, necessaria ad acquisire lo status di “pedonem rispettabilis“.
Urgeva un’autodifesa veloce ed efficace come una peretta.
Avrei potuto indossare uno scafandro puntuto, ma non sarei stata a mio agio, avrei preferito farlo indossare a loro, e al contrario.
Nel dunque arrivò l’ennesimo pedonem velocissimus con manoprolungaiphone, che stava visibilmente ciattando e, OVVIAMENTE, non poteva(lui) guardare dove stava andando.
“CHERI!!! Sono davanti a te  e mi rifiuto solennemente di spostarmi!”
Attorno a me, invece, gli altri si allontanarono, quasi stesse arrivando Mosé, e mi lasciarono sola, sulla traiettoria di impatto——————–
E impatto fu.
Quasi una testata, seguita dal volo del telefono.
L’urlo che ne seguì:BR….ST…DO…CA..VA..!!!, può essere così tradotto:
BRravo STo, DOve CAricare il telefono VA bene? (Ucraino)
BRight day, STill  DOwn, CAll me Valerie! (American Pie)
BRoches STar DOrée, CAspitina, l’avez vous VAluez? (French Kiss)
Sorvolai(come il Phone) sugli epiteti e mi concentrai sul bernoccolo.
Il pedonem velocissimus, nel meantime, si era allontanato sollevando polvere e schizzi di pozzanghere, continuando a imprecare.
La mia prima reazione, lo confesso, fu quella di raccogliere un sanpietrino e lanciarlo al pedonem velocissimus ma, essendo un pò a corto di superpoteri (avevo appena fatto una torta), il rischio di colpire qualcun altro era altissssssssssimo.
Quindi optai per un anatema.
Tempo un minuto e, in lontananza si udì un altro scontro frontale, a seguire: BR…ST..DO…CA…VA—–
La serata fu deliziosa.

YOUNGHITUDINE

E anche ieri ho avuto conferma al mio stato di LIMBOFOLLIA: “To Young to be Old and To Old to be Young”.
Ma come funziona?
Quando avevo 30 anni ero troppo giovane per ricoprire incarichi ed ora cercano solo under 35…
In questa landa affollata, molto affollata, ci guardiamo increduli l’un l’altro.
Chi ha figli trentenni comincia ad osservarli con sospetto. Loro chattano ignari del fatto che i due pezzi da museo (dicesi genitori) navigano su Twitter o Facebook. Per la legge della “Mors tua vita mea”, dovranno fare attenzione alle nuove leve che arrivano spintonando cariche di energia, lauree, master e corsi di formazione.
Una dura lotta a suon di YOUNGHITUDINE che lascia sul campo carcasse di Baby Manager.
D’altra parte, se un romanzo orrido come <50 Sfumature di grigio> sta in cima alle classifiche, è lecito pensare che per tutti sia plausibile l’esistenza di un Megaboiardodelleconomia di (ben) 27 anni.

Occhei vecchie ciabatte. Diamoci una mossa perché qui non si muove foglia.