Il tempo, è un’illusione? Come sabbia fine che scende in una clessidra, esiste come realtà in divenire strettamente connessa con lo spazio, flusso. Sarà questa giornata dal cielo coperto che minaccia temporali estivi, tuonando in lontananza, e che ha fatto riempire i caffè di persone uscite a rinfrescarsi un po’, sarà a causa di questa elettricità nell’aria che mi attraversa, ricordandomi che siamo qualcosa di più di semplici individui su una superstrada, a senso unico, impegnati a sorpassarci mentre ci dimentichiamo di fermarci di tanto in tanto, che si materializza nella mia mente la visione di una linea di mezzeria, continua, interrotta solo raramente, a ricordarci che ci possiamo fermare.
Possiamo fermarci e mangiare un panino, sul cofano della macchina, occhi negli occhi.
Passa un gruppo di ragazzi con degli strumenti musicali protetti dalle custodie. A quell’età il tempo ha un’altra unità di misura, è scandito da sogni, delusioni, tempeste ormonali, l’orologio non ha lancette.
Poi, di colpo, le lancette appaiono e, col tempo, ecco i minuti, le ore, i giorni, gli anni.
Quanto tempo sprecato?
L’unico spreco che vorrei recuperare, come il pane avanzato e buttato via, è legato alla leggerezza con cui ho vissuto la certezza che i cambiamenti dipendessero solo da me. Ma forse, forse, non c’era altro modo.
Errori, dolori, gioie, speranze, lasciano segni sui calendari appesi o nei diari, nelle foto, nella mente.
Attimi preziosi, cristallizzati nella nostalgia crudele o nel ricordo di risate di pancia, che pizzicano gli occhi ed esplodono nelle viscere dolenti.
I ragazzi si sono fermati sotto una pensilina, stanno aspettando l’autobus ed uno apre la custodia, prende un archetto. Dopo qualche prova di accordatura, inizia il suo concerto, giovane Konzertmeister. Arrivano le note di un Allegro di Bach, come se il vento le seguisse, trasportando le foglie nell’aria, scompigliando i capelli delle signore sedute, passando tra le sedie, sui tavolini, zampettando sulla schiuma dei cappuccini. I cuori, il mio cuore, segue i battiti dettati dalle note, ed è magia.
Fermati tempo, Fermati e ascolta.
foto di Adrien king da Unsplash

BUONA DOMENICA
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You are Magic⭐️
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You too!!!🌟
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👏👏👏👏 💐
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Grazie Cate!🌟
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Il tempo è un’invenzione di noi umani per misurare lo spazio della nostre vite. In realtà gli uomini primitivi e non solo loro lo misuravano col sorgere e il tramontare del sole, con la luce e il buio.
Bel post
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Grazie Bear!
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Sorriso
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Bellissimo post.
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Grazie Giusy…💛
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Il tempo, quasi del tutto, èciò che viviamo al momento. E distaccarsene è come sfuggire alla tela del ragno.
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Yes! Quell’attimo di magia…
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E a scollarti di dosso quellla sorte di magia, nel bene e nel male, è molto difficile.
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