Non ho più il mio testimone

Quando si perde il proprio compagno/a, si vive a metà. Parlo dei fortunati, come me, che hanno vissuto l’amore.

Quello.

Non esiste altro tipo, tutte le altre esperienze di coppia, rimangono appunto, esperienze, con diversi gradi di profondità, intimità, condivisione. Forse non tutti cerchiamo lo stesso tipo di rapporto.

Oggi, ascoltando il prof. Galimberti che parlava di sua moglie, da poco deceduta, mi ha colpito la sua definizione di perdita. Non ha parlato di vuoto d’amore ma di assenza di testimone, dell’unica persona a cui raccontare di sé, dei propri pensieri, senza filtri, né vergogna, né remore, sicuro di non essere giudicato.

L’unica persona a cui lasciare tutto se stesso.

Ecco. Questa è stata la mia perdita.


Jean René est à Versailles

Quegli occhi

un tempo abissi

scintillavano, sì, direi così

profondi e inafferrabili

pulsavano vita

come nuvole cariche di ghiaccio

elettricità

ricordi?

Persa

in fondo no

aspetto

proprio qui

un lampo dorato

ancora una volta.

Ancora.

Tes yeux
étaient des abîmes
ils brillaient, oui, vraiment
profonds et insaisissables
ils palpitaient de vie
comme des nuages, pleins de glace
électricité
tu te souviens?
je suis perdu
au final non
J'attends
ici
un éclair doré
encore une fois.
Encore.

22 pensieri su “Non ho più il mio testimone

  1. Chi non conosce l’ Amore non potrà mai esprimere il vero senso della parola…Credo che la mancanza di un compagno/a sia veramente la vera testimonianza di ciò che si è vissuto nel buono e nel cattivo tempo, i sacrifici e le difficoltà che si attraversano nel tempo condiviso… Purtroppo molte volte si perde la persona che si ama e nel preciso momento si avverte quella mutilazione e il senso di mancanza…Mi dispiace aver capito che hai perso la persona che amavi… Ciao Marcella 🌹💞

    Piace a 2 people

  2. Hai ragione Marcella “non esiste altro tipo”, lo urlo in maniera assordante e sorda perché è così. Quel testimone -l’amore- è inoltre colui che è unico depositario della tua paura per questo resta, a mio avviso, l’iniziale timore e spaesamento. Si resta senza lo speculare amoroso e con la paura che ricade su di sé.
    Poi ritorna la consapevolezza di essere, pur in assenza di carne, pur sempre una dimensione unica.
    Perdonami ma mi hai toccata profondamente.
    Buona serata 🩷

    Piace a 3 people

  3. Cara Marcella, chi rimane con il solo ricordo da stringere tra le braccia e al cuore, ha la triste fortuna di fermare il tempo, quel tempo, mentre l’altro, quello in cui le nostre membra sono immerse, ci travolge come un fiume che vorrebbe trascinarci fino al mare dell’oblio. Ma è quel tempo che si offre come un ramo di quercia a cui afferrarsi. Ecco il tuo René è la quercia che ha allungato un ramo perché è lui che vuole non perderti e non vuole che quel  che ti ha dato venga perduto. Questa è la vera consolazione.

    E questo hai espresso nei tuoi emozionanti versi rievocando le sensazioni vive e carnali che ti davano i suoi occhi quando si posavano sulla tua anima. E tu, allora come ora, ti consegnavi a lui senza filtri, né vergogna, né remore, sicura di non essere giudicata. E non l’hai perduto.

    Piace a 2 people

Scrivi una risposta a marcello comitini Cancella risposta