Hipster mum

Aveva indossato gli stessi pantaloni e la stessa camicia per una settimana. Non se n’era neanche accorta. Andava in automatico, prima LUI, poi, tutto il resto. Compreso mangiare.

Sua madre passava come un fantasma, da una stanza all’altra, sempre con la sigaretta in bocca, e questa cosa non le piaceva affatto.

LUI, era piccolo in tutto quel fumo, lo vedeva annebbiato, a volte in silenzio, come assorto. Chissà a cosa pensava? Quando lo prendeva in braccio faceva una smorfia strana, quasi a dirle <No. Non mi devi prendere così! Proprio non sei capace…> Poi, scoppiava in un pianto disperato che la stordiva. Lo rimetteva nella culla, dopo vari tentativi con paroline dolci e balletti ondivaghi che le lasciavano un certo malessere. E come per magia, si calmava, almeno per un po’. Rimaneva a guardarlo, cercando qualcosa che le assomigliasse, tipo gli occhi, la bocca, almeno le orecchie. Niente.

Le sembrava che fosse arrivato da lontano. Non aveva provato niente quando glielo avevano messo in braccio dopo il parto. Forse perché aveva sofferto davvero tanto. Dolori insopportabili da toglierle il respiro. Liberarsi da quel dolore, smettere di urlare, era la sola cosa che voleva, liberarsi.

Poi, era tornata a casa con quel fagotto, silenzioso, tutto morbido e profumato, che spariva dentro il porte enfant. Avrebbe voluto dormire, riposare tranquilla e invece, era cominciato il delirio. Urla di notte, di giorno, mentre faceva la doccia, per non parlare di quando cercava di rispondere ai messaggi delle sue amiche. Sembrava che quel nanerottolo dal sorriso sdentato fosse stato programmato per farle i dispetti. Poi, aveva scoperto il rumore bianco! Googlando in cerca di soluzioni per far addormentare i neonati, aveva provato con il rumore del phon. E funzionava!

Stava proprio diventando brava. Non come sua madre, lei sarebbe stata migliore.

LUI reclamava il latte, ancora. O forse aveva le coliche. Via, nel lettone insieme, con il biberon e il phon.

E si guarda intorno, nel silenzio, appoggiata ai cuscini. LUI la sta fissando mentre succhia senza fretta.

< Oggi mi cambierò, dopo averti fatto il bagnetto, farò anch’io “il bagnetto” e così saremo tutti e due belli e profumati. E faremo dei selfie.>

Stanno arrivando messaggi ma lei affonda il naso in quel minuscolo miracolo. Non c’è droga che tenga.

Profumi di magia, profumi… di me.

14 pensieri su “Hipster mum

  1. I miei figli m’hanno sempre fatta volare, certo che averli tutti piccolini, lavorare , studiare , accudirli e crescerli senza l’ aiuto di nessuno, manco di mio marito che facendo il parrucchiere, aveva orari terribili, è stato difficile e in certi giorni non sapevo più manco il mio nome…Chi mi ha sempre tarpato le ali è stato mio marito, ma c’è l’ ho fatta, mi sono anche laureata che era il sogno di mio padre che morì mesi prima che riuscissi . Certo mi sono sempre inventata il tempo e ho fatto magie, ma ho avuto forza e coraggio, tanto coraggio.Buona Notte e fai bei sogni 🌃🥰👍

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  2. In questo racconto ho rivissuto la mia vita di giovane madre inesperta che cerca in tutti i modi di coccolare e accudire un bimbo nel migliore dei modi e arrivati a quel punto ci si scorda anche di sé stesse perché tutto si fa in funzione di quel fagottino che ti rende la vita invivibile, ma ne sei talmente innamorata che scordi di esistere…Avevo solo 17 anni e sono diventata adulta all’ improvviso…Questa storia mi ha portato indietro nel tempo e comunque fintanto ch’è uno ci si può adattare, ma io ne ho avuti 3 in breve tempo e veramente scordavo di esistere.Buona serata Marcella 🥰

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    • La vita ti ha messo davanti a grandi responsabilità molto presto… c’è chi soccombe, ma mi sembri una giovane donna forte, nonostante tutto, e sempre più in grado di affrontare le prove che capitano, sommergono, a volte lasciano senza fiato. Ci costruiamo quasi tutti una corazza per affrontare la vita, lascia però che non diventi una prigione. La tua sensibilità merita di volare, alto. Ciao Desire e bella serata a te 🦋🦋🦋🤗

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  3. Cara Marcella, apprezzo moltissimo i tuoi racconti. Calano il bisturi, questa volta amorevolmente, sui sentimenti per mettere a nudo i personaggi, i loro pensieri, le loro relazioni con gli altri e con le cose che li circondano. Questa volta amorevolmente ho detto, mentre in realtà il tuo sguardo è sempre amorevole e comprensivo, anche quando le circostanze in cui i tuoi personaggi si muovono, non sono del tutto favorevoli.

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