Iene a perdere

Che succede? Si volta d’istinto, vede la gente che si muove, si sta spostando verso l’uscita quasi correndo. Sente solo una voce di donna che urla “Basta! Basta!No!” Si muove col suo carrellino come sempre stracolmo, e segue i rumori. Sente dei versi brutali e dei colpi sordi, sembra che stiano dando calci a qualcosa. Supera la corsia dei detersivi e vede. Anche lei, vede. Un giovane uomo é a terra, circondato da quattro ragazzi che lo stanno colpendo a pugni e calci, gli girano intorno. Sembra reagire un po’, cerca di coprirsi il viso e poi proteggere la pancia, poi si raggomitola.

Proprio all’entrata del supermercato, un’aggressione simile ad una danza macabra, come quando le iene decidono di aggredire un animale isolato. Ancora la voce che nel vuoto urla “Basta! Fermi!”

Lei è ferma, si guarda intorno e ci sono altre persone, giovani, anziani, donne e uomini. Nessuno interviene. Neanche lei. In due stanno filmando, forse per fornire prove alla Polizia. Qualcuno ha chiamato la Polizia? Sembra che tutto si muova al rallentatore, sembra la scena di un film. Forse stanno girando un film.

Gli assalitori hanno finito e se ne vanno, lasciando sul marciapiedi un corpo inerme, con lo stemma Security sulla camicia che brilla tra il sangue, i capelli, che sono diventati un casco compatto e umido, gli coprono il viso. Non si muove, non emette nemmeno un rantolo. Un ragazzo si avvicina e prova a spostarlo, lo scuote e dice che bisognerebbe chiamare un’ambulanza. La voce che prima urlava ora tace. Le persone stanno a guardare, qualcuno esce schivando con attenzione quel corpo, qualcun altro sta telefonando.

Lei osserva. Di fianco al corpo, un portafogli aperto, si vede una foto, la famiglia sicuramente. Non si sono nemmeno dati la pena di rapinarlo. Volevano solo sfogarsi. Potevi essere un coglione qualunque e invece hai voluto strafare. Forse voleva fermarli ma loro non sono scappati, sono rimasti un po’ a fissarlo prima di sferrare il primo pugno, e poi il secondo e poi un calcio e un’altro.

Si è formata una piccola folla intorno al corpo e dall’altra parte della strada. Il carrellino pesa.

Lei si avvicina alle casse ma sono deserte, non si muove niente. Dovrà aspettare.

15 pensieri su “Iene a perdere

  1. Questa violenza gratuita sembra il mystream su cui operano molti giovani e anche non più giovani, dove la violenza gratuita è quasi un marchio di fabbrica. Però quello che fa male è che la gente osserva e non interviene. Si limita a filmare da mettere sulla rete.

    Hai riprodotto bene questo film a cui la gente sembra assuefatta.

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  2. Ho visto il video, terrificante. Un povero vigilantes che stava facendo il suo lavoro massacrato da una gruppo di maranza che aveva sorpreso a rubare in un supermercato a Brescia.
    Fanno impressione le urla della donna che implora i picchiatori (tanti contro uno solo) con strazianti “Basta”…inascoltata.
    Eppure nessuno dei presenti alza un dito per difendere quel povero uomo a terra privo di sensi in balia di questi giovani criminali.
    C’è troppo da perdere a intervenire, meglio farsi i fatti propri.
    Siamo una giungla dove vige la legge del più forte e bisogna solo sperare di non essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, perché può succedere a tutti noi.
    Un abbraccio e grazie di aver condiviso questo fatto di cronaca con la tua sensibile penna 🙏

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    • Grazie Kos… sono più iene gli aggressori o chi non interviene? È un’Umanità che si riempie la bocca di “atti eroici”, difendendo a spada tratta i diritti e la pace, ma quando si tratta di agire sul serio, aiutare qualcuno sapendo di rischiare, sono pochi, davvero pochi, quelli che intervengono. Un abbraccio “coraggioso” 😜

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      • Ti ringrazio per la considerazione cara Marcella ma ho l’opportunità di leggere le prime pagine dei giornali locali in Italia e non c’è giorno senza violenze del tipo che hai descritto. A livello nazionale vengono censurate per non creare allarme sociale ma chi vive la quotidianità sa che la situazione, già grave, può solo peggiorare. Proprio poco fa, in pausa pranzo, ho letto la straziante lettera della mamma del ragazzo con disabilità che è stato massacrato a Sanremo da quattro “ragazzi francesi” (secondo La Stampa). Questa povera donna racconta il calvario di questo figlio per superare tante difficoltà fisiche con un numero enorme di operazioni, e poi di colpo se lo trova rovinato senza motivo. I suoi carnefici mentre lo colpivano anche a terra ormai svenuto, filmavano e hanno smesso quando uno di loro ha detto “basta, è morto”.
        Non so, troppa violenza, troppa crudeltà, troppa vigliaccheria…

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      • Ho sentito anch’io di questo orrore che si unisce alle troppe violenze carnali e domestiche spesso sminuite. Non giro lo sguardo dall’altra parte, come del resto fai tu e tanti, tanti altri. Il bene e il male sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Saremo gocce… ma una goccia può fare molto…(specie se non è sola 😜)

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