
Una zucchina verde e un po’ emaciata, l’unica cosa viva rimasta.
Da dove comincio? Fissava la stanza stranamente vuota dalla presenza di chi aveva vissuto una vita tra quelle mura. Sul tavolo erano state disposte tutte le ceramiche e le porcellane, dal vasellame ai piccoli oggetti, puliti ordinati e catalogati. Nella cucina di fianco, sopra la lavatrice troneggiava una caraffa enorme, dipinta a mano con tralci d’uva. L’avevano messa su un vecchio tagliere di legno e si erano dimenticati quella zucchina verde e un calice vuoto. Sembrava un quadro che parlava di normalità, convivialità, profumi.
Andò ad aprire la porta che dava sul piccolo giardino sul retro, era presto e faceva freddo, ma non quanto all’interno della casa. Le siepi erano addormentate, i vasi svuotati, le sedie intorno al tavolo in pietra lavica brillavano con un sottile strato di brina. C’erano dei corvi sui rami ormai spogli del caco, uno scheletro nero, privo dei suoi pesanti frutti. L’energia era svanita? Tutto sembrava in attesa. Di cosa, in fondo?
Niente rimane immobile e immutato, neanche le pietre.
Risate. Le sembrò di ricordare quando l’aria sapeva di buono, i sorrisi e i colori, i rumori di posate e bicchieri, mentre un aereo stava passando proprio là sopra, in alto, molto in alto, silenzioso carico di vite che non avrebbe mai incontrato.
Si voltò per rientrare in casa, rabbrividendo, chiuse il portone ascoltando il vuoto. Ora di andare, ora di rientrare nella vita, e s’incamminò verso l’uscita, dall’altra parte. Sarebbe tornata. Ma si bloccò sulla soglia di casa, richiuse la porta e tornò in cucina.
Si avvicinò alla lavatrice e prese la zucchina, per gettarla.
Una lacrima, sola, stava scendendole sulla guancia.
Sarebbe tornata.
Vuoto. Pieno. Gli estremi in ogni tuo racconto. Mi sbalordisce la tua capacità di rappresentarli in mille modi, in maniera sempre intensa ed emotiva. ❤️
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Grazie Marina ☺️
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Hai descritto una casa svuotata dagli affetti come quando due persone si lasciano. Un senso di vuoto e di tristezza che quella zucchina verde racchiude in sé. La voce narrante tornerà? Forse ma con quale spirito?
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Già Paolo, per ognuno di noi è diverso. Una casa, un posto, vive, racconta storie, grazie a chi ci è stato, e quando si svuota rimangono solo i ricordi, spesso diversi per ciascuno di noi. Sono la nostra eredità… Ti ringrazio
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Qualsiasi posto in cui abbiamo vissuto ci lascia in eredità dei ricordi.
Sereno pomeriggio Marcellla
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“Tutto sembrava in attesa. Di cosa, in fondo? Niente rimane immobile e immutato, neanche le pietre.”
Una sacrosanta verità, cara Marcella 🌹. Anche la protagonsta del tuo malinconico racconto, non potrà restare immutata. Così la lacrima che scende sulla guancia che fine farà? Arriverà sino al cuore e farà tornare indietro la protagonista per dare nuova vita a quella casa.
Immagini potenti colme di vita pur nella malinconia. Complimenti. Hai una incredibile e avvincente capacità di descrivere e di suscitare l’immaginazione e l’immedesimazione di chi legge.
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Grazie caro Marcello. I tuoi commenti scarnificano sempre i miei racconti, aggiungendo domande cui è difficile rispondere. 🩵
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il panorama desolante di una casa che ha perso vitalità.
molto amaro, nonostante l’impegno finale a ritornarci.
ml
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Capita a tutti, prima o poi. Grazie Massimo
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