Un pezzo di carta

< Domani? Diamo per scontato che ci sarà un domani. Abbiamo bisogno di fare progetti, di continuare a pensare, sognare, immaginare. Altrimenti, siamo già morti>.

A me sembra di stare in mezzo a un’autostrada. Mi sembra di vedere correre tutti. A volte, vedo anche i loro pensieri, come nuvolette che non si scontrano mai.

E si fermò ad osservare. Si fermò.

< Guardi mai intorno a te? Ti capita di notare qualcosa che attira la tua attenzione? E non necessariamente qualcosa di eccezionale. Può essere, per esempio, quel mattone sbeccato che spunta insolente da quella parete anonima o quel pezzo di carta che prima è rotolato sulla strada, quasi avesse vita propria. Io l’ho guardato danzare tra piedi frettolosi, saltando pozzanghere. Alla fine si è andato a incastrare in quell’angolo laggiù, un anfratto sicuro, immobile a fissare il mondo. Chissà cos’è? Potrebbe essere una lista delle spesa o una lettera buttata via…>.

L’amica la stava guardando. Poi, girò lo sguardo per cercare il pezzo di carta.

< Quando ci fermiamo, quando fermiamo i pensieri, proprio in quell’attimo ci rendiamo conto di esistere, di esserci. Possiamo restare inerti e “sentirci”, isolarci.>

Dura poco, è un attimo, uno di quei momenti che ricorderemo per sempre.

L’amica stava ordinando un caffè. Ristretto e macchiato caldo. Era tardi.

< Forse, l’ultima immagine che ricorderemo, non sarà un tramonto meraviglioso, l’esplosione di colori di un fiore, ma un tovagliolo lasciato su un tavolo appoggiato a una parete, o la vista al di là di un finestrino appannato e sporco di un autobus. La vita è una sequenza di questi attimi, rimangono solo quelli legati alle emozioni o al nostro aver fermato un momento i pensieri per guardare, osservare la vita>.

L’amica stava scrollando le foto nel telefono.

< Io di ricordi ne ho parecchi, e sono tutti belli. Quasi tutti. Comunque, degni di essere ricordati. Dai, bevo il caffè e vado. Ti scrivo più tardi>.

I ricordi. Ci definiscono. Ci definiscono? In quell’elenco di istanti immortalati per non dimenticare, mi restano degli attimi, buttati lì come spilli, che mi riportano a una giornata, a una sensazione, anzi, a quella specifica sensazione.

Non segnano nulla di importante, se non il fatto che c’ero, ero viva.

Il pezzo di carta non c’era più.

13 pensieri su “Un pezzo di carta

  1. Il solo pensare è la dimostrazione di essere vivi e non solo questo ma anche di essere indipendenti nelle riflessioni.

    Complimenti Marcella per questo pezzo che fa filosofia. Non quella spicciola ma quella profonda che scandaglia la nostra anima.

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a massimolegnani Cancella risposta